Salone di Genova, promosso o bocciato?

Salone Nautico

Rassegnatevi, se il salone di Genova, il nautico, come lo chiamano i genovesi o il salone, come invece ci si riferiscono gli appassionati di nautica, sia promosso o bocciato non ve lo dico che alla fine. Anche perché sennò smettete di leggere subito e rimanete con la solita informazione alla Facebook: in 15 secondi si scopre la notizia (il post), si approfondisce (leggendo un paio di commenti degli altri lettori) e ci si fa una propria idea (digitando il nostro commento). Poi si passa a un altro argomento. Quindi andiamo con ordine e con un minimo di curiosità in più.


Le premesse facevano prevedere un’impresa ai limiti dell’impossibilità. Il 2020 non passerà alla storia come l’anno della 60esima edizione del Salone nautico internazionale di Genova, ma come l’anno del Covid 19. Vale a dire che le aziende e i potenziali clienti erano reduci dai tre mesi di lock down e da una mai sopita presenza del virus tra la popolazione mondiale. Le conseguenze umane ed economiche che una situazione del genere si porta dietro le conosciamo tutti. Per le aziende ritardi sulla produzione e sulle forniture e, in molti casi, drastica riduzione delle vendite. Per i potenziali clienti, molti dei quali professionisti o comunque “quelli delle partite Iva”, una riduzione dei profitti causa assenza di lavoro. Di sicuro più pesanti per chi cerca un 25’ che per chi vuole un 25 metri, ma comunque presenti per tutti.


Poi la paura del contagio a causa degli assembramenti. Chiunque sia stato almeno una volta al salone durante un weekend, cercando di camminare lungo le banchine del marina sa di che cosa parlo. La limitazione degli spostamenti internazionali e quindi la mancanza di clienti stranieri che buona parte della produzione nazionale assorbono, soprattutto nelle misure sopra i 60’. Lo stillicidio di annullamenti di eventi sportivi e fieristici legati alla nautica, compresa la bomba a tre testate del: niente salone di Cannes, niente yacht show di Montecarlo e niente Mets, la fiera degli accessori che per gli operatori è come un pellegrinaggio: una volta l’anno va fatto. In più la defezione di molte aziende che poteva spingere i concorrenti a dire: «beh, se non ci va lui perché dovrei andarci io?». 

 

Infine il (saggio) contingentamento degli accessi a diecimila al giorno: praticamente meno di un terzo della scorsa edizione, stando alle cifre ufficiali. Quindi, visto che i costi per l’espositore in termini di spazi acquisiti non erano ridotti a un terzo e di sicuro non lo erano per quanto riguarda vitto e alloggio delle persone che tenevano aperto lo stand, il costo per contatto era di certo più oneroso dell’anno scorso. E in più, era preannunciata una seria perturbazione da inizio autunno, quelle che lasciano il segno (ricordate Frankestein Junior?: «Potrebbe essere peggio, potrebbe piovere…»)
Insomma una condizione in cui poteva sembrare intelligente dire: «Raga, di fiera ne parliamo l’anno prossimo». E invece non è andata così.


Il salone è stato inaugurato, le aziende hanno partecipato: sono stai 824 i marchi che hanno esposto e il pubblico non vedeva l’ora di entrare. Praticamente un continuo sold out, oltre 71mila presenze in sei giorni. E tutte con la mascherina. Pubblico interessato, molto orientato all’acquisto. È stata esaudita la richiesta di ogni annuncio commerciale: i perditempo si sono astenuti. Se lo scorso anno i contatti erano stati X quest’anno sono stati X+Y. Ciò ha avuto come conseguenza l’impennata dell’umore di cantieri, dealer e concessionari, che guardano al futuro con fiducia (e si sa che è meglio avere a che fare con uno felice che con uno inc… ops, che con uno no). Certo, qualche problema c’è stato, ma più dovuto al maltempo che alla cattiva organizzazione. E il nautico ha dato la dimostrazione che un salone vero è molto meglio di un sito internet. Vedi, confronti, chiedi, tocchi (ma solo dopo esserti sanificato le mani) e, soprattutto, incontri. Scambi le idee, trasferisci esperienze e acquisisci informazioni. In un giorno solo ti disegni un quadro preciso di ciò che il mercato nautico mondiale ti offre. 
Per cui, il salone di Genova è promosso o bocciato? Promosso, non con la lode, ma con un ottimo voto. E se la determinazione e la volontà dimostrate quest’anno, oltre a ciò che Confindustria nautica e la città di Genova hanno anticipato sarò lo scenario dei prossimi saloni (una nuova darsena, il rifacimento del waterfront di levante e una superficie qualificata di 400mila metri quadrati) si sposeranno con una situazione mondiale più serena di questa, dal prossimo anno oltre alla lode ci scappa anche il bacio accademico.

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