Quali lavori invernali in coperta?

Da velisti quali siete sapete già che la barca a vela è il mezzo più lento, scomodo e faticoso per spostarsi. Ma sapete anche che vi regala la grande soddisfazione di farvi lavorare persino quando non vi spostate, né voi né lei. Come per esempio d’inverno. Per scelta di tutti gli armatori che preferiscono dedicare la stagione delle giornate corte ad altre attività anziché alla navigazione. 

«Piccinina», dice a riguardo un mio amico toscano, «quando la barca è fuori dall’acqua non è nel suo ambiente naturale». Va quindi protetta con i lavori invernali che, nel loro insieme, compresa la messa in secca, sono detti semplicemente invernaggio. Ciò significa che lo scafo, ma soprattutto ciò che c’è sopra e dentro, deve essere messo in condizione di superare la stagione invernale senza subire gli oltraggi degli agenti atmosferici, come pioggia, gelo, umidità, freddo, delle forme di vita parassite tipo funghi e muffe o fenomeni fisico chimici come la corrosione. Insomma invernaggio oggi per godere a primavera quando la barca tornerà in acqua in piena forma.


I lavori da fare in coperta

Vediamo quindi in dettaglio quali sono i lavori invernali da compiere a bordo di una barca. Procedendo per zone coerenti, cominciamo a operare in coperta. I winch, gli avvolgitori, i carrelli, i bozzelli, gli strozzascotte, le gallocce, gli stopper… e poi la battagliola… Qui pullulano oggetti di metallo che per prima cosa devono essere sciacquati con acqua dolce per evitare fenomeni di ossidazione o peggio di corrosione. Entrambi i fenomeni sono agevolati dai mesi di immobilità della barca. L’ossidazione, ovvero la reazione tra l’ossigeno presente nell’acqua e nell’aria con il metallo, si manifesta sempre: ruggine nel ferro e nell’acciaio, verderame nel rame, una patina traslucida e biancastra sull’alluminio, un alone scuro sull’ottone ecc. Durante il normale uso il movimento delle parti o lo sfregamento con altri oggetti (vele, cime, mani ecc) e la pulizia più frequente evitano che questo fenomeno renda brutto, sporco o persino inutilizzabile l’accessorio metallico. In metalli come l’alluminio o lo zinco l’ossidazione forma la suddetta patina che in realtà protegge il manufatto impedendo che l’ossigeno raggiunga gli strati sottostanti del materiale. Nel ferro o nell’acciaio (anche in quello inossidabile di qualità non eccelsa), invece, la ruggine può diventare corrosiva perché sgretola la materia penetrando all’interno. Quando ciò accade distrugge parte dei meccanismi o persino l’intero oggetto.


Acqua dolce per evitare accessori incriccati

In ogni caso ovunque ci sia ossido, il sale e lo sporco che si accumulano quotidianamente possono formare una poltiglia che immobilizza ogni meccanismo rendendolo inutilizzabile. In primavera gli shipchandler sono ben felici di accogliere gli immancabili diportisti distratti che dopo non aver provveduto al corretto invernaggio, hanno rotto uno qualsiasi dei numerosi accessori di coperta incriccati cercando di rimetterlo in funzione.

Insomma ovunque ci sia metallo la regola è: lavaggio con abbondante acqua dolce per eliminare sporco e sale. Quindi: winch, rotaie, trasti e carrelli, rinvii, bozzelli, pastecche e carrucole (comprese quelle nell’albero); circuito dei rinvii del timone.

Ma non basta, il metallo è ovunque, in tutte le cerniere per esempio: gavoni, passauomo, osteriggi e oblò. E siccome si parla di cerniere, visto che ci siete, preoccupatevi anche di quelle negli stipetti, nelle porte e nei tavoli. E visto che ormai siete giù lavate anche i cardani dei fuochi della cucina.

In coperta si può andare di manichetta dell’acqua; all’interno è meglio andare con qualche accortezza in più, ma l’uso dell’acqua dolce per togliere il cloruro di sodio è fondamentale.


Completare le pulizie con il lubrificante

L’operazione successiva è un bagno, o meglio una doccia, di lubrificante spray ovunque ci sia una parte di metallo ferma o in movimento. Il film depositato rallenta l’insorgere di eventi ossidativi e preserva il metallo dall’umidità. A meno che non sia espressamente richiesto nelle istruzioni di manutenzione specifiche, evitate di usare grasso: il cocktail che forma con sale e polvere può essere molto difficile da digerire per i meccanismi in movimento (do you know incriccato?).

Il salpa ancora subisce la stessa cura di cui sopra e per eliminare sporco e residui come alghe e altri resti biologici, il pozzo della catena deve essere svuotato e lavato con acqua dolce. Medesimo trattamento per la catena che va lasciata asciugare prima di essere rimessa.

Da oltre 20 anni ci prendiamo cura della tua più grande passione: la vela.
Contattaci, parla con un esperto e scopri il modello più adatto a te

Condividi:

Condividi:

Ti potrebbe interessare:

Ti è piaciuto quest'articolo?

Ricevi in anteprima le novità in esclusiva.

Ti è piaciuto quest'articolo?

Ricevi in anteprima
le novità in esclusiva.